Dove: Stazione centrale – Catania, Italia
Il solo ricordarlo mi fa effetto e forse, a chi è molto più giovane, può sembrare addirittura una realtà strana e squallida ma c'è stato un periodo (pre-internet e pre-locali) in cui i principali luoghi di incontro per trovare qualcuno con cui fare sesso "urgentemente" erano parcheggi, cinema porno e bagni pubblici, specie quelli delle stazioni.
C'è da ammetterlo: nessuno di questi posti era esattamente un salotto culturale con eleganti frequentatori selezionati ma, se sostengo che non è il luogo che condizione l'incontro ma sempre le persone, l'ho imparato proprio in postacci come questi.
E poi – lo confesso – quell'atmosfera decadente esercitava su di me una fascinazione che talvolta ricerco anche oggi.
I bagni della stazione erano sempre molto affollati, sebbene fossero stati spostati da poco in una posizione più in vista (forse per scoraggiare quel tipo di frequentazione o semplicemente per conferirgli, rassegnatamente, un maggiore decoro)
In effetti, col senno di poi, mi chiedo oggi cosa pensassero i loro frequentatori che cercavano di espletare bisogni fisiologici che esulassero dalla "collaborazione" di un altro dei presenti.
Ma quella sera c'era proprio un via vai eccezionale: se normalmente non si faceva in tempo a mettersi a uno degli orinatoi che quelli accanto, se liberi, venivano subito occupati da qualche candidato, quella volta si doveva quasi fare la coda per trovarne uno in cui collocarsi. Il che costituiva un serio problema perché, pur di accaparrarsi un posto, si rischiava di non poter scegliere colui a cui proporre la mercanzia.
E poi, questo tipo di situazioni, mi hanno sempre messo a disagio: se c'è troppa scelta, lo so che vado in confusione perché cerco sempre di non scontentare nessuno, e tanto meno me rinunciando a un possibile candidato; così finisco a volte per non concludere niente. Preferisco potermi concentrare su una o due prede soltanto e lavorarci su, a costo di non portare a casa alcun bottino.
Uscii: ero quasi deciso a rinunciare ma francamente avevo voglia, quindi mi misi a ciondolare sotto il portico del primo binario. Anche un altro uomo uscì e si mise a fumare. Lo avevo visto spesso lì: era talmente un habitué da salutare sempre il custode dei bagni quando arrivava e fermarsi a chiacchierare con lui nelle "pause". Questa cosa, normalmente, impediva che lo prendessi in considerazione perché già allora rifuggivo gli "abituali": conosco quanto (s)parlare degli altri sia pratica diffusa, così preferisco rimandare il più possibile il momento in cui tutti apprendono qualcosa di me da qualcuno che mi ha conosciuto (in senso biblico).
Eppure il tipo non era male: più basso di me, atletico anche se massiccio, forse quasi tozzo, barba di un paio di giorni, colori molto scuri, abito sobrio. Ok, quella sera si poteva fare uno strappo alla regola!
Gli lanciai una lunga occhiata molto chiara e tornai dentro. Trovati due orinatoi liberi (un po' di traffico era defluito), ne occupai uno e in pochi secondi arrivò a mettersi accanto a me. Eravamo talmente a conoscenza di quei codici che non dovemmo neppure fare tutta la scenetta. Arrivò, lo guardai, ricambiò lo sguardo e mi fulminò con la proposta: "Seguimi."
Mi ero ricomposto ed ero uscito dietro di lui ed ora eravamo nel sottopassaggio.
– "Dove stiamo andando?"
– "Non avere paura. Conosco un posto più tranquillo".
Intanto eravamo riemersi all'ultimo binario e, sceso dalla banchina, attraversava a piedi i binari in fondo.
– "Ma sei sicuro?!?"
– "Sì. Tranquillo. È solo per stare in pace."
– "Ma si può?"
– "No. Ma nessuno dice niente."
Mentre apriva la porta di un treno in sosta e saliva su un predellino mi assalirono paura ed eccitazione ma, come sempre, vinse l'eccitazione: lo seguii dentro il vagone spento.
Scelse con cura uno scompartimento (chissà secondo quali criteri), entrammo e tirò le tendine: "Qui staremo tranquilli."
Un po' nervoso, un po' a disagio sebbene apparentemente più comodo, non sapevo come muovermi quindi fu lui ad iniziare: mi venne vicino e sentii il suo odore forte, un misto di sudore e fumo, buono anche se intenso, molto virile. Lo stavo odorando mentre mi sfilò la maglietta e si avventò sui miei capezzoli. Le sue mani erano morbide, aveva delle dita molto grosse che sentivo stringere il mio torace.
In breve i vestiti saltarono in aria uno per volta tutti e ricaddero sparsi alla rinfusa. Noi ci adagiammo sui divanetti che aveva diligentemente uniti: sembrava proprio muoversi con familiarità. Ci baciavamo e succhiavamo il collo, le orecchie, i capezzoli. Con continuità e abilità passò al mio cazzo che era ormai libero e duro da un po' e non chiedeva altro. Mi rendevo conto di muovermi meno disinvoltamente del solito ma pareva non dispiacersene così gli lasciai tutte le iniziative.
Con grande calma, insalivava bene tutto il mio membro e se lo lasciava scorrere in bocca fino spingerlo in fondo alla gola. La fioca luce che penetrava dagli spiragli fra le tendine mi consentiva di scorgerlo scomparire dentro sua bocca: la visione così labile contrastava con la sensazione tattile così netta, quasi non fossi io a godere di entrambe.
Sentivo la saliva scorrermi giù sulle palle e bagnarmi il perineo, abbondante. Di solito l'avrei giudicata davvero troppa ma mi piaceva molto quello che faceva e come lo faceva. La sua tecnica conquistò la mia totale ammirazione quando capii che quell'eccesso di liquido aveva uno scopo: sentii le sue dita raccoglierne un po' e cominciare a titillarmi il buco del culo. Il primo cominciava a puntare verso l'interno, a chiedere timidamente di entrare. Lubrificato a dovere, penetrò e lo sentii nettamente dentro di me: quasi percepivo la pelle un po' screpolata di quel grosso dito.
Quando tentò di fare scivolare dentro il secondo, ebbi un po' male e mi contrassi. Se ne accorse e mi lavorò più lentamente, ripagandomi di quel fastidio con un po' più di cura al cazzo, che era uscito dalla sua bocca solo per brevi istanti ma ora vi tornava, a godere ancora delle carezze della sua lingua. Ormai sentivo le due dita dentro: mi riempivano come un cazzo di medie dimensioni e si muovevano con maestria. Mi stantuffava lentamente o mi accarezzava dal di dentro: era comunque tutto molto piacevole.
Non avrei potuto resistere a lungo e glielo dissi. Non si scompose e continuò ma, quando il mio ansimare gli fece capire che stavo per esplodere, sollevo la bocca dal cazzo e spinse più a fondo le dita, mentre i miei getti di sborra colpivano la pancia, il torace e lo schienale del sedile dietro di me.
Stavo ancora ansimando quando uscì di colpo dal mio culo ridendo un po': quella fretta mi procurò del male ma non avevo di che lamentarmi. Ero confuso e ancora scosso. Pensai di essere stato egoista e di aver goduto solo io ma mi accorsi che, ripescati dei fazzolettini dalla tasca dei pantaloni, per prima cosa si pulii la mano che non era stata dentro di me: evidentemente era venuto anche lui, masturbandosi mentre si dedicava a me. Continuava a stupirmi per la sua abilità.
Ripulitomi alla bell'e meglio, cercai di rivestirmi: non fu facile nel buio, ma recuperai tutti i pezzi. Anche lui mi sembrava che fosse ormai completamente rivestito ma vedevo che palpeggiava le superfici dei sedili, che intanto aveva rimesso nella posizione originale, come a cercare qualcosa.
– "Ti manca qualcosa?"
– "Sì."
D'istinto mi misi a cercare anch'io, passando una mano sui sedili. Lui intanto era in ginocchio e cercava con una mano sotto uno dei divanetti. Allora mi misi a controllare sotto l'altro, anche se non sapevo cosa stessimo cercando.
– "Cosa hai perso, il portafoglio?"
– "No: la pistola."
Mi raggelai!
Non riuscii a dire nulla.
Mi fermai all'istante nella posizione in cui ero, in ginocchio con una mano sotto il sedile.
Se solo fossi riuscito a pensare in quel frangente, avrei immaginato per me una fine davvero triste: ucciso in un vagone in sosta, mi avrebbero ritrovato chissà quando, sporco di sangue e sperma.
Ti piace la decadenza? Beh, questa sì che è una scena decadente!
Per fortuna, mentre mi si formava in mente questo pensiero, si rialzò ed evidentemente capì che ero terrorizzato, ormai una statua di sale: "Tranquillo. Sono un poliziotto."
1 commenti:
Clap Clap Clap!
Bentornato a scrivere!
Ti leggo sempre e mi incuriossci sempre di più :)
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