01 luglio 2010

Due fermate d'autobus

Dove: due fermate d'autobus – da qualche parte, Italia

Quella commissione era stava svolta: dieci minuti di autobus e sarei rientrato al lavoro. Per fortuna ne stava per partire uno, quindi non avrei dovuto aspettare nel mezzo, ormai rovente per essere stato fermo al capolinea sotto il sole.
Salgo mentre il conducente mette in moto, poco prima che le porte si chiudano e… lui chi è?!? Mi trovo davanti un bel ragazzo, no, forse meglio dire un bell'uomo: rossiccio, appena più basso di me, magro, gli occhi sottili e scuri, una barbetta sulla carnagione lentigginosa ma abbronzata, d'intuito direi nella seconda metà dei suoi trenta.
Mi guarda e io guardo lui, dapprima distrattamente. Cerco una posizione in cui fermarmi e un palo a cui reggermi: l'autobus non è stracolmo ma tutti i posti a sedere sono occupati. Mentre ci mettiamo in movimento, mi posiziono in modo da poter guardarlo pur non standogli troppo vicino. Anche lui mi osserva apertamente e io sostengo lo sguardo: è un bel gioco, raramente trovi qualcuno disposto a parteciparvi così palesemente.

L'autobus prende velocità: per un lungo tratto corre dritto ma appena ricomincerà ad effettuare fermate io scenderò alla seconda, 8 o 10 minuti in tutto. Per un verso mi spiace che quello scambio di sguardi possa durare solo così poco, ma da un altro lato mi diverte pure: un "amore" che lui non sa ma si compierà – incompiuto – nel giro di due fermate d'autobus.
Lui è quasi sfacciato nella fissità del suo osservarmi così mi sento autorizzato ad esplorare con gli occhi la parte di torace che affiora dalla camicia aperta: un ciondolo troppo vistoso si adagia su dei pettorali asciutti ma torniti che la stoffa nera cinge strettamente. È proprio un bell'uomo: anche se non mi piace come è vestito e "accessoriato" rimpiango di non avere a disposizione né il luogo giusto né il tempo sufficiente per conoscerlo. Intanto lui continua ad esplorarmi con una tale fissità che quasi mi imbarazza e – incredibile! – mi sta eccitando tanto da farmi avere un'erezione. Decido di non nasconderla voltandomi: quei pochi minuti a disposizione rendono lecito qualche rischio in più.
Intanto la prima fermata si avvicina: l'autobus si ferma e noi ondeggiamo nella frenata, sorridendoci per aver entrambi perso l'equilibrio per un attimo. Ripartiamo.

Ancora pochissimo e dovrò scendere, così mi avvicino alla porta e suono il campanello.
Cazzo! Che succede?!? Anche lui si sposta e viene verso la porta?!? Si ferma appena dietro di me, a una distanza tale che io possa avvertire la sua presenza ma non potremmo comunque venire in contatto. Cosa vuole? Dovrà scendere anche lui? Era già programmato oppure mi sta chiedendo, in silenzio, di non interrompere il nostro "amore"? Che abbia deciso di seguirmi? Mi spiace, mio "amor interruptus": mi aspettano al lavoro e dobbiamo proprio fermarci qui.
Frenata, fermata, scendo, comincio a camminare. Anche lui è sceso e mi è dietro, con un paio di altre persone. Sento che è lì, non so che fare, continuo a camminare. Rallento un po' e lui tiene il mio passo. Intanto imbocco il sottopassaggio e gli altri ci superano. Col pretesto di cercare qualcosa nello zaino mi volto un attimo e controllo che sia ancora lì: mi segue o stiamo andando casualmente nella stessa direzione? Di sicuro, continua a guardarmi.
Alla riemersione dal sottopasso si decideranno i nostri destini.

Salita, luce, aria aperta: io giro a destra per andare in studio, lui a sinistra. Uffa! Sapevo che sarebbe finita fra di noi ma ci avevo fatto un pensierino…
Mi giro un'ultima volta per salutarlo con gli occhi e… lui è quasi fermo, cincischia guardandomi. A quel punto gli vado decisamente incontro.
"Ciao!"
"Ciao!"
"Dove vai?"
"Stavo andando alla macchina qui nel parcheggio più avanti. E tu?"
"Al lavoro."
"Lavori qui?"
"Sì, qui dentro nello stabile."
"Ti va un caffè?"
"Sì, volentieri."
Al bar, davanti ai nostri caffè, ci presentiamo, ci raccontiamo la giornata fino a quel momento e perché fossimo in giro in orario d'ufficio, ci prendiamo velatamente in giro per la reciproca sfacciataggine, ma sempre attenti a non tradire molto della nostra "non conoscenza" dinnanzi alla barista di quel buco. Poi usciamo e ci soffermiamo proprio davanti al bar.
"Beh, quindi ora dobbiamo andare…"
"Ehm, sì mi pare…"
"Peccato!"
"In effetti… ma devo tornare al lavoro…"
"Mi spiace. Sull'autobus la tua erezione mi aveva fatto sperare…"
"Ah, l'hai notata?! Beh, sai: a lui non interessa che io debba andare al lavoro."
"Dovresti ascoltarlo!"
"Beh… in effetti… potrei ascoltare il suggerimento… Dai, seguimi!"
"Dove andiamo?!?"
"Eh, no: ora ti devi fidare di me."

Entriamo nello stabile: un posto enorme in cui lavora un sacco di gente ma non si incrocia quasi mai nessuno nell'atrio. C'è la telecamera a sorvegliare ma credo che lui non se ne accorgerà e suppongo non daremo troppo nell'occhio del sorvegliante (almeno me lo auguro). Ci dirigiamo verso i bagni del piano terra, dove gli uffici sono pochi e non c'è quasi mai nessuno. Entriamo in uno e immediatamente ci baciamo.
Bacia bene e con altrettanto impegno usa le mani: è frenetico nell'esplorare tutto il mio corpo. In un attimo i miei pantaloni sono abbassati e così le mutande: il mio cazzo è in tiro, felice di essere stato ascoltato. Io ho appena avuto modo di aprire quella camicia che avevo studiato in autobus e verificare che effettivamente il suo torace è bello: sebbene un po' troppo magro è muscoloso e coperto da una peluria rossiccia molto stuzzicante. Mi avvento sui suoi capezzoli ma capisco presto che non regge un assalto troppo vigoroso.
Intanto anche lui ha liberato il suo cazzo dai jeans in cui era cresciuto: è lungo ma un po' sottile, non possente ma proporzionato. Per dargli il benvenuto mi chino per prenderlo in bocca. Lui presto mi rimette in piedi e si inginocchia a ricambiare la cortesia. In questo è davvero bravo e non trascura nulla, gioca con la sua lingua fra le mie palle, si sbatte il cazzo sulla barbetta, mi lecca e mordicchia il perineo: mi piace davvero e decido di lasciarlo fare. Vuole avere tutto e mi fa voltare così mi ritrovo con la faccia verso il muro e la sua testa fra le mie gambe: esplora con la lingua, mi morde il culo, mi lecca dappertutto, giunge al mio buco e lo inumidisce per bene, leccando con perizia e tranquillità. Che bello!
Si rimette in piedi e mi appoggia il cazzo durissimo fra le chiappe. Rimpiango quando ero più giovane e avevo sempre dei preservativi a portata di mano. Ma forse saremmo stati troppo scomodi per riuscire ad usarli davvero. Stringo le gambe e gli incastro il cazzo fra il perineo, le palle e l'attaccatura delle cosce, dove prima mi aveva leccato per bene: comincia a scoparmi senza essermi davvero dentro e intanto mi prende il cazzo in mano e mi masturba. Va avanti a sbattermi veloce e vigoroso per qualche minuto e poi "Voglio venire!" Anche io lo voglio ma non possiamo farlo così mi rigiro, ci mettiamo fianco a fianco, ci abbracciamo e baciandoci ognuno si dedica al proprio cazzo: bastano pochi colpi ancora e veniamo, quasi contemporaneamente.
In poco ci siamo puliti alla bell'e meglio con la carta e rivestiti. Un ultimo bacio e "Sei pronto?", "Sì." "Vedo se c'è qualcuno" e apro la porta: "Tranquillo, siamo soli." Ci laviamo le mani ai lavandini: facendolo mi volto a guardarlo un'altra volta, tutto ricomposto, e gli sorrido. Poi fuori.
Lo accompagno all'uscita, ci scambiamo i numeri e ci salutiamo velocemente per tornare lui alla sua macchina ed io, sorridente e rilassato, alla mia giornata lavorativa.

Non ci siamo mai cercati. L'ho rivisto qualche mese dopo quando un caro amico, che incontravo quella sera per fare la conoscenza del suo nuovo ragazzo, mi ha presentato l'"uomo dell'autobus": non abbiamo finto ed entrambi abbiamo detto che ci conoscevamo già. Il mio amico, opportunamente, non ha chiesto perché.

18 commenti:

Cristiano Mancini ha detto...

Did this really happened today ? I love your blog ! And it was great meeting you today. You are very handsome and ..sexy ! Mamma mia che bello ! Have fun !

FrAnCeScO ha detto...

Uno di quei incontri fatali, eh? cmq mi piace davvero come scrivi.. FrAnCeScO

Popper ha detto...

A volte è bello che le cose vadano così... senza ritornare sul "luogo del delitto"...

gay sex and the cities ha detto...

@Cristiano: Hi, Cristiano! No, it happened some months ago.
I'm blushing for your compliments, thank you! I'm very pleased for having met you.

@FrAnCeScO: grazie!

@Popper: mi piace l'immagine del ritorno in un luogo...

Mauro N. Battaglia ha detto...

direi che:
1 quasi ogni volta ringrazio la scrivania sopra di me per l'eccitazione che induci con i tuoi racconti.
2 questi incontri sono i migliori nel rispetto comune e belli perchè durano il tempo di un'ammiccata.
3 sulle prime avevo sperato, pensato e quasi preferito fosse l'autista d'autobus, ah, ma forse è una mia fantasia!!!

gay sex and the cities ha detto...

@Mauro: l'autista non è solo una tua fantasia ma devo lamentare una scarsa selezione del personale da queste parti. Invece ieri a Roma mi sarei fatto arrotare almeno da un paio di autobus pur di attrarre l'attenzione del conducente.

Anonimo ha detto...

impossibile non tirarsi una sega leggendo le tue avventure! :-)

I'M SO GUY ha detto...

Concordo con ANONIMO ... mi faccio una sega! :D :D eheh

gay sex and the cities ha detto...

Signori miei, sono lusingato.
Alla salute! ;-)

Anastasia Beaverhausen ha detto...

Ripasso, intanto un salutino...

gay sex and the cities ha detto...

Anastasia, quando vuole sarò onorato. Un saluto a lei!

Anastasia Beaverhausen ha detto...

Ommioddio!!! Sono semplicemente scandalizzato! (E ti aggiungo ai preferiti).

Ma rimango bon ton, ah se rimango bon ton...

gay sex and the cities ha detto...

Onoratissimo!

TMC ha detto...

Queste sono tra le trombate migliori, secondo me.
A me è successo un incontro molto simile in autobus, per caso, una mattina di Aprile.
Esperienza che auguro a tutti :)

Grazie per il tuo racconto!

Gaihardo ha detto...

aa che invidia... forse devo imparare ad essere un po' più spregiudicato in pubblico!!
Scrivi bene... un bacio

I'M SO GUY ha detto...

Allora... niente aggiornamenti? :D

Giovane Bisex ha detto...

complimenti bel blog, somiglia al mio... dai (date) un'occhiata anche al mio e fammi (fatemi) sapere cosa ne pensate
http://giovanebisex.blogspot.com/

K@RL ha detto...

Bel racconto: complimenti, scrivi davvero bene!