22 luglio 2010

2 vs 1

Dove: Sauna Metro Centrale – Milano, Italia

Da sempre, quando mi succede di rincontrare la stessa persona in un locale, mi chiedo se sono io ad essere presente tanto assiduamente da rivedere gli avventori o se è questo a pensare lo stesso di sé perché si reca spesso nello stesso posto.
A volte la riposta può essere sorprendentemente chiara.

Non vivo a Milano ma mi capita di andarci ogni tanto, più o meno per piacere. Spesso, quando mi trovo in città, vado in sauna: le ho provate un po' tutte ma da un po' – per comodità, frequentazioni e gusto – mi sono "impigrito" sulle due Metro: potrei dire che le "frequento" se il termine non sottintendesse una consuetudine malamente applicabile alla mia presenza sporadica.
Di recente, in una delle mie incursioni meneghine, ho rivisto ancora una persona che ricordo bene: credo di averlo incontrato già molte volte ma ne ricordo due in particolare, perché in entrambe abbiamo fatto sesso.
Mi piace, c'è qualcosa in lui che mi attira molto. Di certo ha un aspetto che ti colpisce: è un rosso, di (pochi) capelli ma anche di carnagione, perché tutta la sua pelle, per altro abbastanza scura, è disseminata di lentiggini e macchioline. Ma soprattutto me ne ricordo il corpo, definito, longilineo, appena velato di peluria, che mi attrae molto, sebbene non rientri fra i "modelli" che citerei come eccitanti per la mia fantasia. E poi mi incuriosisce il volto, con gli occhi piccoli, le labbra serrate e il naso lungo: quasi brutto – mi direste – per me irresistibile.
Inoltre ha dimostrato delle doti che me l'hanno fatto apprezzare davvero tanto: una fervida fantasia, una grande decisione ed uno scarsissimo senso del pudore.

La prima volta ricordo che la sauna (in quel caso la Metro Cimiano) era quasi deserta perché era ancora il primo pomeriggio: dopo aver sbrigato un'importante incombenza e in attesa di rientrare, mi ero fermato più che altro per rinfrescarmi le idee. Me ne stavo pigramente a mollo a farmi distrarre dalle bollicine nella prima delle due grandi vasche idromassaggio e lui mi è venuto vicino e, senza molti preamboli, ha allungato le mani sul mio cazzo. Ha proseguito per un po' con gli smanettamenti subacquei ma, sebbene sia molto piacevole, non trovo opportuno fare sesso nell'idromassaggio, per semplice rispetto ai successivi avventori (nella consapevolmente vana illusione che questa non sia solo una mia cura). Non volevo concludere in acqua ma non avevo neppure voglia di lasciarlo andare quindi mi sono seduto sul bordo della vasca lasciando le gambe a mollo, liberando così dalle bollicine il mio cazzo duro: non s'è fatto nessun problema a cambiare anche lui posizione e cominciare a succhiarmelo, rimanendo a galleggiare. Siamo andati avanti per un po', fino a che qualcuno non ci ha raggiunti: si è fermato un attimo, staccandosi da me e tornando a sedermi di fronte; io sono rimasto nella mia tranquilla e "distratta" posizione. Infranti i pochi indugi, ha ripreso: "Ti adoro!", ho pensato. Ma il nostro vicino non aveva voglia di rimanere spettatore e si è fatto presto troppo fastidiosamente presente così sono uscito del tutto e sono andato a fare una doccia.
Mi ha raggiunto lì, in una doccia abbastanza nascosta e buia, dove ha proseguito il suo lavoro fino a che non sono venuto: ha voluto che gli schizzassi di sperma lo snello torace tonico e i capezzoli morbidi e resistenti, toccandogli i quali si eccita molto. Eravamo già lì e, senza dir nulla, abbiamo iniziato a lavarci sotto la doccia una doccia, rimanendo sempre uno davanti all'altro. Senza chiedermi alcun permesso, quando ha visto che qualcosa già scorreva da me sotto l'acqua, si è volentieri sottoposto anche ad un altro tipo di doccia, che mi ha divertito regalargli quasi distrattamente.

Il secondo incontro è stato meno intenso. Sempre alla Cimiano, ero disteso supino su una panca nella sauna secca già da qualche minuto ed è entrato lui: io l'ho riconosciuto immediatamente e forse pure lui si è ricordato. Se così non è stato, è pura sfacciataggine la decisione con cui mi è venuto vicino, si è inginocchiato sulla panca sottostante e ha iniziato a lavorare il mio cazzo, ancora a riposo, con la molta cura necessaria a ottenere una ferma erezione, nonostante la "distrazione" derivante dalla dilatazione di altri vasi per via del caldo. Ha proseguito, paziente e abile, fino a che non sono venuto sulla mia pancia.
Dopo di che lui è uscito soddisfatto e io ho strisciato fuori prima di rimanerci secco: ho passato abbastanza tempo della mia vita nelle saune ma addirittura morirci dentro, anche no!

Quando l'altro pomeriggio, dopo parecchi mesi che non tornavo a Milano, sono entrato alla Metro Centrale e me lo sono trovato davanti, mi sono detto che davvero era onnipresente!
Mi pareva leggermente diverso: forse un po' dimagrito (nel caso di un corpo asciutto e definito come il suo, si dovrebbe parlare di "minore massa muscolare", visto che il grasso credo non sappia neppure cosa sia); non ricordavo neppure i due tatuaggi che ora scorgevo. Del resto era passato davvero molto tempo e non mi stupiva che anche lui, come me, fosse un po' cambiato.
Ovviamente mi sono chiesto se anche lui mi avesse riconosciuto ma non lo credevo: non tutti hanno la mia memoria fotografica. Certo non mi sarebbe dispiaciuto...

Ho fatto un po' di giri, mi sono rinfrescato e rilassato. Quando ho deciso che era il momento di "avere compagnia", ho deciso di verificare se, seppur un po' cambiato fisicamente, i suoi gusti fossero rimasti invariati.
L'approccio è avvenuto anche stavolta nella sauna secca ma sono stato io a fare il "primo gesto": era disteso sulla pancia e, diretto, ho iniziato ad accarezzarlo sulle gambe e quel suo culetto scolpito, che mi pareva meno duro del solito. "Il tempo passa anche per te, mio caro", ho pensato involontariamente stronzo. Inconsapevole che chi lo accarezzava è una bestia, si lasciava toccare e massaggiare e, divaricando le gambe e portando indietro un braccio a toccare me, mi ha fatto capire che di nuovo avrebbe ceduto alle mie lusinghe.
Dopo pochi minuti sono uscito: la sauna era molto affollata e io avevo un gran caldo. Ho aspettato un po'  fuori per capire se mi avrebbe seguito e dopo qualche secondo è apparso, facendomi un sorriso, uno dei pochi che ricordi dei nostri incontri che sono sempre stati anonimi e, sesso a parte, abbastanza "freddi".
Mi ha guardato dritto coi suoi soliti occhi inaspettatamente scuri (uno con quei colori te lo immagineresti con gli occhi chiari), mi ha superato e si è diretto verso le cabine. Io, ancora un po' bagnato per la doccia, l'ho seguito e, quando lui si è fermato a poco dalla porta di una cabina libera, l'ho preso per il braccio, quasi spinto dentro, messo con le spalle al muro e baciato, mentre con l'altra mano cercavo di chiudere la porta.
Dopo un iniziale momento in cui mi è parso visibilmente stupito per la mia decisione, si è lasciato andare e ho sentito tutto il suo corpo perdersi nel bacio che ci scambiavamo, forse per la prima volta. Intanto ricominciavo ad esplorare quel corpo che conoscevo già e quella pelle sottile, stringergli le spalle, mordergli il collo, strizzargli i capezzoli: lui, come sempre, non si lamentava e, anzi, man mano che conquistavo territorio aumentava la passione del suo bacio.
Sistemati velocemente gli asciugamani, ci siamo distesi sul lettino dove l'abbraccio è continuato fino a che lui non si è divincolato per percorrere con la lingua la distanza fra il mio collo e il cazzo, già duro per l'eccitazione e che presto è scomparso nella sua bocca, che sentivo come una cavità morbida, calda e umida nella quale impazzivo di piacere al contatto con una lingua abilissima: che bravo! Senza quasi che me ne accorgessi, ha ruotato su se stesso, rivolgendo a me la visione, fino ad allora mai stata così ravvicinata, del suo culo pronto a ricevere le mie cure. Mi sono soffermato solo un attimo a notare estasiato che le lentiggini continuavano anche lui ma poi non ho voluto dilungarmi oltre, temendo di deludere le sue palesi aspettative: baciando, mordicchiando e leccando i glutei, mi sono avvicinato lentamente al buco e, quando l'ho raggiunto, esso ha cominciato a pulsare desideroso di ben altre attenzioni, mentre lui mugugnava senza mai abbandonare il mio cazzo.
Ad un tratto si è interrotto, si è rimesso in piedi, si è chinato su di me, che ero rimasto immobile ad osservare le sue intenzioni, mi ha baciato velocemente e poi, staccando di poco la bocca da me, mi ha detto: "Che bello! Mi piaci molto. Voglio che mi scopi." Era la prima volta che sentivo la sua voce.
Obbediente a quel richiamo, mi sono alzato, lui si è adagiato con gli avambracci a una delle pareti della cabina, inarcando la schiena e voltandosi ad invitarmi con lo sguardo. Indossato un preservativo, gli ho messo le mani sulle spalle e sono entrato, senza molto resistenza, nel suo buco che si è definitivamente aperto al mio passaggio. Non facevo fatica e fin da subito sono riuscito ad arrivare in fondo, così la mia eccitazione e le sensazioni crescevano coi colpi che gli davo e che accompagnavano i suoi gemiti. Le mie mani si muovevano fra le spalle, la schiena e i capezzoli, sempre cercando di spingerlo ancora di più a me. Quando ho sentito avvicinarsi l'orgasmo gli ho messo la mano sinistra sotto la pancia per sorreggerlo e con la destra gli ho spinto il viso sul braccio che era poggiato sulla parete, la quale vibrava, facendo riecheggiare il nostro amplesso nel corridoio accanto. Lui ora si reggeva solo con un avambraccio, avendo liberato una mano per masturbarsi mentre continuavo a scoparlo. Sono venuto a lungo, dentro di lui, emettendo un rumore profondo e respirando affannato. Verso la fine del mio lungo orgasmo, le contrazioni del suo culo mi davano la definitiva prova che i suoi versi concitati sottolineavano che anche lui stava venendo.
Dopo alcuni secondi in cui ho premuto con tutto il mio corpo su di lui, appiattendolo sulla paretina, mi sono tirato sù e sono uscito da lui, riprendendolo a me per sentire la sua schiena arcuarsi e aderire al mio busto, permettendo a lui baciarmi voltando la testa e a me di accarezzare il torace e l'addome teso, fino a quelle bellissime pieghe che dagli addominali portano all'inguine.

"Che bello! Mi è piaciuto molto" mi dice, interrompendo il silenzio scandito dai nostri respiri affannati.
"Anche a me, davvero", gli rispondo.
Facciamo le presentazioni.
Oso: "Sì, mi è piaciuta più delle altre volte" dico, volutamente misterioso.
Lui mi interroga con gli occhi e svelo qualcosa in più: "Sai, non è la prima volta che facciamo sesso."
Sinceramente sorpreso, quasi oscuratosi, mi chiede "Davvero?!?"
"Sì, l'abbiamo fatto almeno un altro paio di volte."
In palese imbarazzo mi dice di non ricordarle ma non voglio che si senta a disagio: "No, no, tranquillo, non importa: è passato davvero molto tempo e poi tu sei di certo un tipo che si ricorda. Inoltre io ho un'ottima memoria fotografica."
"Mi pare strano: mi piaci e credo ti ricorderei se avessimo già fatto sesso, anche dopo parecchio."
"Beh, grazie ma sai com'è: non sono poi così particolare. Tanti mi scambiano per qualcun altro..."
Sto ancora finendo la frase quando pare illuminarsi. "Ma non è che hai conosciuto mio fratello?!?"
Qui sono io che palesemente non capisco. "Ho un gemello" – aggiunge – "anche lui è gay e frequenta le saune, anche se va più in un'altra."

Mi hanno sempre incuriosito i gemelli: a volte così simili nell'aspetto, mi chiedo se si somigliano anche nella personalità.
Diciamo che ora so che, per lo meno, possono avere gli stessi gusti in fatto di amanti.

7 commenti:

FrAnCeScO ha detto...

Come sempre ti faccio i miei complimenti per la scrittura dettagliata con cui hai descritto questa tua avventura..

certo che a volte la vita sa come stupirci... beh ora puoi dire che hai imparato una cosa in più sui gemelli.. Alla prossima

Anastasia Beaverhausen ha detto...

Che sfiga per la mamma. Fallati due su due ;-P

Cristiano Mancini ha detto...

Grande letteratura, come al solito ci conduci per mano nel mondo dei sensi in maniera impeccabile. Bravo. Adoro la tua penna..e non solo. I wish we could have done more that day...

Anonimo ha detto...

complimenti x la fantasia....

gay sex and the cities ha detto...

@anonimo: ovviamente sei liberissimo di non crederlo ma la realtà è molto più fantasiosa dell'immaginazione: tutte quelle che ho raccontato fino ad ora sono storie realmente accadutemi.

Anonimo ha detto...

quando la prossima avventura?

giaguaro ha detto...

Wow, non solo una gran bella avventura, ma anche abilmente descritta, senza peli sulla lingua o falsi moralismi, come piace a me. Ti seguo volentieri.