11 maggio 2010

Rifiuta il tuo nome

Dove: Flexo Club* – Padova, Italia

È successo anche l'altra sera, mentre lui era ai fornelli a preparare la cena e io sul divano a godermi la chiacchierata: tutte le volte che ci incontriamo ripenso, anche solo per un attimo, al suo sguardo in un particolare momento della sera in cui ci conoscemmo.

Sono passati così tanti anni che non voglio tentare di contarli e ormai non saprei dire se ci siamo seguiti a lungo fra le molte scale, il labirinto di camerini ed i pannelli che separavano lo spazio variamente illuminato, per accontentare le fantasie sia dei più "timidi" che dei più esibizionisti. Posso però avanzare un'ipotesi: lui rientra nella mia personale categoria di uomini da "S.A.C.©" (= Sangue Al Cervello) e quindi credo di non aver molto tentennato prima di prenderlo e chiuderlo nel camerino in cui abbiamo consumato il nostro amplesso.
Non ricordo questo dettaglio ma ricordo molto bene il resto: la luce accesa, il materassino in similpelle, quel finto legno di un orribile colore "mielato"... Il contesto era di certo fra i più squallidi ma non me ne fregava nulla: ci eravamo spogliati in fretta dei nostri vestiti e, già mentre lo facevamo, avevamo iniziato a percorrere in lungo e largo i pochi metri quadri di quel cubicolo, intrecciandoci, cercandoci, esplorandoci, violandoci, succhiandoci, baciandoci.

E sentivo tutto.
Sentivo il lieve peso del suo corpo quando lo sollevavo per spostarlo a mio favore.
Sentivo la sua pelle chiara su di me, morbida.
Sentivo la sua lingua percorrere il mio corpo.
Sentivo la mia bocca martoriare tutto ciò che di lui riuscivo a raggiungere.
Sentivo il desiderio annebbiarmi la mente.
Sentivo il sudore scorrere sulla mia schiena e il piacere invadere il mio corpo.
Sentivo la sua bocca intorno al mio cazzo.
Sentivo la sua gola stringere la mia cappella ma ostinarsi a farle largo.

Sentivo anche una voce, fuori dal camerino, distante, chiamare un nome ma non la ascoltavo.
Sentivo la stessa voce avvicinarsi pian piano e continuare a pronunciare quel nome.
D'un tratto, a sorpresa, ho sentito anche le belle sensazioni che risalivano dal mio cazzo diradarsi. Se pure non avessi abbassato la testa, avrei capito di essere ancora dentro di lui ma che aveva rallentato e si era distratto, fermandosi: purtroppo non era una stuzzicante variazione del ritmo ma un'inopportuna interruzione.
Solo ora potevo prestare attenzione all'unica parola che quella voce pronunciava: chiunque fosse là fuori, chiamava un tal F.
Abbassai lo sguardo e lo vidi ai miei piedi, allo stesso tempo confusamente bello, dolce, sexy.
"Sei F.?" gli chiesi, già temendo la risposta.
Vidi per la prima quello sguardo sul suo viso – quello che ricordo tutte le volte – quando mi rispose interdetto: "Sì."
"Rifiuta il tuo nome" sarebbe stato opportuno ma forse prematuro, allora mi limitai a chiedere: "E lui chi è?"
"Il mio ragazzo."
"Ah! ... Quindi?!?"
"Quindi... Dovrei andare..."
"Immagino."
Concludemmo il nostro incontro con maggiore fretta di quanto l'istantanea intesa che avevamo costruito avrebbe meritato.
Poco prima di uscire, frettolosamente rivestiti ma ancora palesemente stravolti dall'incontro, mi disse dove lavorava e mi chiese di andare a trovarlo.

Come dicevo, tutte le volte che ci incontriamo ripenso, anche solo per un attimo, al suo sguardo mentre ammetteva che quella voce là fuori stava chiamando lui.
E tutte le volte, avverto anche una complessa sensazione, misto di rimpianto e rimorso, per non aver mai accolto quella sua richiesta – della quale sul momento non capii il senso – e non essere mai andato a trovarlo al lavoro.
Poi tutto questo, il passato, svanisce perché lo guardo oggi, molti anni dopo, e lo vedo felice (sebbene a volte stenti a ricordarsene). Io, in qualche modo, accanto a cercare di ricordarglielo.


*Occorre precisare che il Flexo Club a cui mi riferisco in questo aneddoto non c'è più: ormai da parecchi anni, è stato aperto un altro locale con lo stesso nome, molto più grande e curato, meno "peccaminoso" e più "sociale".

1 commenti:

Anonimo ha detto...

io aspetto ancora qualche aneddoto sull'illumined... slurp!