Dove: Sphinx – Roma, Italia
La cena stava finendo: S. mi aveva invitato a casa del suo ragazzo per festeggiare in maniera tranquilla il mio compleanno. Con noi tre c'era anche E. che conoscevo poco ma durante la serata si era confermato un ragazzo pieno di interessi e ironia.
Fra l'altro, non ricordo come, la conversazione aveva toccato pure un film che qualcuno di noi aveva visto ad una rassegna di cinema gay, il cortometraggio spagnolo "Backroom" (qui trovate la prima parte e qui la seconda) che narra dei fugaci incontri che avvengono in una darkroom fra persone delle quali, oltre a intuire le prodezze sessuali, si ascoltano anche i pensieri: a partire da questa semplice storia abbiamo approfittato per discutere un po' sulla difficoltà che a volte si incontra ad esprimere i propri reali desideri, a prescindere dalla manifestazione degli istinti carnali.
Anche se era ancora presto, E. dimostrava una certa ansia di uscire e fui lieto di andare via con lui per lasciare S. e il suo ragazzo alla loro notte privata mentre la nostra destinazione era un cruising-club della capitale che per un po' è stato molto celebre e frequentato. "Scusa se ti ho messo un po' di fretta ma non vorremo perderci la prima spremitura?!?" E dopo questa battuta, l'ho definitivamente amato.
Non ricordo se era la prima volta che mettevo piede allo Sphinx: conoscendomi, le mie "prime volte" sono sempre state "in solitaria" quindi non mi stupirei se quella volta E. non mi stesse mostrando nulla di completamente sconosciuto.
Certo però lui era proprio di casa: dovendo salutare e scambiare quattro battute con tutti – dal cassiere, al barista, al guardarobiere a metà della non foltissima schiera di avventori – procedevamo abbastanza lentamente. Ma il locale comunque non era grande e riservava poche sorprese quindi non sentivo l'esigenza di esplorare altri ambienti: una stanza per il bar, un'altra in penombra per appartarsi dentro cabine che, essendo fatte di tende o di rete, permettevano ben poca privacy e una terza al buio (sul cui utilizzo immagino di non dovermi dilungare).
Avendo mangiato troppo e, fino ad allora, trascorso una piacevole e tranquilla serata fra amici, non ero nella disposizione di dover necessariamente trovare qualcuno con cui fare sesso: disposto a perdermi la "prima spremitura" e anche le successive, sorseggiavo volentieri la mia birra continuando a chiacchierare con E. e qualcun altro che mi aveva presentato.
Lo ricordo perfettamente: ero all'angolo estremo del bar, rivolto verso la stanza buia, quando ho avvertito qualcuno dietro di me, così mi sono voltato distrattamente giusto per verificare di chi fossero i due occhi che sentivo premere sulla mia schiena.
Sbam! Uno degli uomini più sexy che abbia mai visto mi stava rivolgendo lo sguardo più inesplicabile ma espressivo del mondo, una cosa che non saprei descrivere. Una vampata e un solo pensiero velocissimo e preciso: lui! Io devo averlo! Entro... ora! (Ancora oggi, anni dopo, a ripensarci, avverto lo stesso brivido... lo stesso desiderio...) Non sapevo se anche lui stesse avesse la medesima idea – anche se dagli occhi pareva esplicitamente interessato a me – ma non mi importava, io pensavo solo: lui! Subito! Lì!
Purtroppo continuava a starmi alle spalle ed era difficile osservarlo continuando a sostenere la conversazione con gli altri due. La cosa mi spinse a divincolarmi dal gruppetto e, totalmente annebbiato da un desiderio cocente, superai diretto la soglia della darkroom, pur fermandomi pochi passi dopo il varco, dove un po' di penombra rendeva ancora visibile lo scarno scenario: non aveva nessun senso lanciarsi in una danza di corteggiamento perché io avevo scelto chi volevo e il messaggio volevo fosse chiaro sin da subito.
Passarono pochi interminabili ed incerti secondi prima che anche lui entrasse, spingendosi però un po' più al buio. Cazzo! Io detesto il buio! E la darkroom dello Sphinx ti avvolgeva di un buio assoluto. Se fosse stato un'altra persona avrei fatto un passo indietro e non l'avrei seguito ma decisi che valeva la pena e andai avanti, un po' disorientato dall'oscurità, fino a che un corpo mi venne vicino e, dalle proporzioni che mi si erano impresse in mente, capii subito che era lui. Trovammo in fretta una parete a cui appoggiarci e ci avventammo ciascuno sull'altro.
Io mi sentivo travolto da una passione frenetica: lo esploravo, spogliavo, violavo perché dovevo dare sfogo al cieco desiderio che mi aveva colto al solo vederlo. Lui si lasciava fare remissivo ma di tanto in tanto rinfocolava la mia voglia muovendosi esperto e rispondendo con altrettanto trasporto. Purtroppo, sfavorito dal buio, solo le mie mani, la mia lingua e la mia bocca potevano servirmi in quel momento per conoscere il suo corpo, che si dimostrava piccolo e tornito.
Si mise in ginocchio per fare completamente suo il mio cazzo durissimo e potevo solo ascoltare il suono del suo andare su e giù e la foga con cui si dedicava ad esso, facendolo scomparire in gola fino a che le mie palle sbattevano sul suo mento: era incredibile e abilissimo e riusciva esperto a mantenere tutti quei profondi affondi. Ad un tratto però tossì violentemente, in cerca d'aria, e lo fece tanto forte da farmi preoccupare così, in barba a tutto il "machismo", mi fermai, mi chinai su di lui e gli chiesi: "Tutto bene?" Fu la prima volta che sentii la sua voce, timida e un po' sorpresa, quando mi rispose: "Sì... Sì..." A quel punto lo baciai profondamente e il tempo si fermo qualche istante, fino a che i nostri sensi si riaccesero e lui si rituffò abile e voglioso sul mio cazzo e se ne staccò solo quando venni, scosso da un orgasmo profondo.
Rivestendomi lentamente non poteva vedere che stavo sorridendo. Di lui sapevo solo che si stava risistemando senza allontanarsi troppo da me, cosicché potevo comunque avvertire la presenza del suo corpo e il solo essermi accanto mi rendeva felice.
Il copione di un incontro così repentino, violento, cieco poteva presupporre la sparizione ciascuno dalla vita dell'altro con il riemergere alla luce, come se potessimo esistere insieme solo nell'oscurità, ma questa prospettiva non era ciò che desideravo.
Inattesa, mi tornò in mente la sceneggiatura del corto, ispirandomi ad agire: avevo davvero paura e in preda a un'ansia sincera e crudele, decisi stavolta di allearmi al buio che avrebbe potuto nascondere la mia delusione per un suo possibile rifiuto e, ancor prima di muoverci da lì verso l'uscita, gli sussurrai se aveva voglia di bere qualcosa con me.
Più tardi nel corso della lunga notte che trascorremmo a chiacchierare e bere, mi confessò di aver acconsentito alla mia proposta solo perché prima gli avevo chiesto se stava bene.
Siamo stati insieme per poco più di un anno e tutte le volte che facevamo l'amore continuai a provare la stessa passione.
Per questo non sono fra quelli che sostengono che ci sono luoghi in cui non si può trovare un fidanzato.
Fra l'altro, non ricordo come, la conversazione aveva toccato pure un film che qualcuno di noi aveva visto ad una rassegna di cinema gay, il cortometraggio spagnolo "Backroom" (qui trovate la prima parte e qui la seconda) che narra dei fugaci incontri che avvengono in una darkroom fra persone delle quali, oltre a intuire le prodezze sessuali, si ascoltano anche i pensieri: a partire da questa semplice storia abbiamo approfittato per discutere un po' sulla difficoltà che a volte si incontra ad esprimere i propri reali desideri, a prescindere dalla manifestazione degli istinti carnali.
Anche se era ancora presto, E. dimostrava una certa ansia di uscire e fui lieto di andare via con lui per lasciare S. e il suo ragazzo alla loro notte privata mentre la nostra destinazione era un cruising-club della capitale che per un po' è stato molto celebre e frequentato. "Scusa se ti ho messo un po' di fretta ma non vorremo perderci la prima spremitura?!?" E dopo questa battuta, l'ho definitivamente amato.
Non ricordo se era la prima volta che mettevo piede allo Sphinx: conoscendomi, le mie "prime volte" sono sempre state "in solitaria" quindi non mi stupirei se quella volta E. non mi stesse mostrando nulla di completamente sconosciuto.
Certo però lui era proprio di casa: dovendo salutare e scambiare quattro battute con tutti – dal cassiere, al barista, al guardarobiere a metà della non foltissima schiera di avventori – procedevamo abbastanza lentamente. Ma il locale comunque non era grande e riservava poche sorprese quindi non sentivo l'esigenza di esplorare altri ambienti: una stanza per il bar, un'altra in penombra per appartarsi dentro cabine che, essendo fatte di tende o di rete, permettevano ben poca privacy e una terza al buio (sul cui utilizzo immagino di non dovermi dilungare).
Avendo mangiato troppo e, fino ad allora, trascorso una piacevole e tranquilla serata fra amici, non ero nella disposizione di dover necessariamente trovare qualcuno con cui fare sesso: disposto a perdermi la "prima spremitura" e anche le successive, sorseggiavo volentieri la mia birra continuando a chiacchierare con E. e qualcun altro che mi aveva presentato.
Lo ricordo perfettamente: ero all'angolo estremo del bar, rivolto verso la stanza buia, quando ho avvertito qualcuno dietro di me, così mi sono voltato distrattamente giusto per verificare di chi fossero i due occhi che sentivo premere sulla mia schiena.
Sbam! Uno degli uomini più sexy che abbia mai visto mi stava rivolgendo lo sguardo più inesplicabile ma espressivo del mondo, una cosa che non saprei descrivere. Una vampata e un solo pensiero velocissimo e preciso: lui! Io devo averlo! Entro... ora! (Ancora oggi, anni dopo, a ripensarci, avverto lo stesso brivido... lo stesso desiderio...) Non sapevo se anche lui stesse avesse la medesima idea – anche se dagli occhi pareva esplicitamente interessato a me – ma non mi importava, io pensavo solo: lui! Subito! Lì!
Purtroppo continuava a starmi alle spalle ed era difficile osservarlo continuando a sostenere la conversazione con gli altri due. La cosa mi spinse a divincolarmi dal gruppetto e, totalmente annebbiato da un desiderio cocente, superai diretto la soglia della darkroom, pur fermandomi pochi passi dopo il varco, dove un po' di penombra rendeva ancora visibile lo scarno scenario: non aveva nessun senso lanciarsi in una danza di corteggiamento perché io avevo scelto chi volevo e il messaggio volevo fosse chiaro sin da subito.
Passarono pochi interminabili ed incerti secondi prima che anche lui entrasse, spingendosi però un po' più al buio. Cazzo! Io detesto il buio! E la darkroom dello Sphinx ti avvolgeva di un buio assoluto. Se fosse stato un'altra persona avrei fatto un passo indietro e non l'avrei seguito ma decisi che valeva la pena e andai avanti, un po' disorientato dall'oscurità, fino a che un corpo mi venne vicino e, dalle proporzioni che mi si erano impresse in mente, capii subito che era lui. Trovammo in fretta una parete a cui appoggiarci e ci avventammo ciascuno sull'altro.
Io mi sentivo travolto da una passione frenetica: lo esploravo, spogliavo, violavo perché dovevo dare sfogo al cieco desiderio che mi aveva colto al solo vederlo. Lui si lasciava fare remissivo ma di tanto in tanto rinfocolava la mia voglia muovendosi esperto e rispondendo con altrettanto trasporto. Purtroppo, sfavorito dal buio, solo le mie mani, la mia lingua e la mia bocca potevano servirmi in quel momento per conoscere il suo corpo, che si dimostrava piccolo e tornito.
Si mise in ginocchio per fare completamente suo il mio cazzo durissimo e potevo solo ascoltare il suono del suo andare su e giù e la foga con cui si dedicava ad esso, facendolo scomparire in gola fino a che le mie palle sbattevano sul suo mento: era incredibile e abilissimo e riusciva esperto a mantenere tutti quei profondi affondi. Ad un tratto però tossì violentemente, in cerca d'aria, e lo fece tanto forte da farmi preoccupare così, in barba a tutto il "machismo", mi fermai, mi chinai su di lui e gli chiesi: "Tutto bene?" Fu la prima volta che sentii la sua voce, timida e un po' sorpresa, quando mi rispose: "Sì... Sì..." A quel punto lo baciai profondamente e il tempo si fermo qualche istante, fino a che i nostri sensi si riaccesero e lui si rituffò abile e voglioso sul mio cazzo e se ne staccò solo quando venni, scosso da un orgasmo profondo.
Rivestendomi lentamente non poteva vedere che stavo sorridendo. Di lui sapevo solo che si stava risistemando senza allontanarsi troppo da me, cosicché potevo comunque avvertire la presenza del suo corpo e il solo essermi accanto mi rendeva felice.
Il copione di un incontro così repentino, violento, cieco poteva presupporre la sparizione ciascuno dalla vita dell'altro con il riemergere alla luce, come se potessimo esistere insieme solo nell'oscurità, ma questa prospettiva non era ciò che desideravo.
Inattesa, mi tornò in mente la sceneggiatura del corto, ispirandomi ad agire: avevo davvero paura e in preda a un'ansia sincera e crudele, decisi stavolta di allearmi al buio che avrebbe potuto nascondere la mia delusione per un suo possibile rifiuto e, ancor prima di muoverci da lì verso l'uscita, gli sussurrai se aveva voglia di bere qualcosa con me.
Più tardi nel corso della lunga notte che trascorremmo a chiacchierare e bere, mi confessò di aver acconsentito alla mia proposta solo perché prima gli avevo chiesto se stava bene.
Siamo stati insieme per poco più di un anno e tutte le volte che facevamo l'amore continuai a provare la stessa passione.
Per questo non sono fra quelli che sostengono che ci sono luoghi in cui non si può trovare un fidanzato.
7 commenti:
Comincio a sospettare tu sia davvero carino, se rimorchi così bene... :)
@TMC: non mi lamento ma poi... ogni santo ha i suoi devoti.
Bella storia!!! ... sono d'accordo con te!!! Sicuramente ogni luogo puo' essere buono a fare l'incontro speciale con una persona da amare :) :) ...ma vogliamo i tuoi post corredati da foto anche :) eheh baci :)
colgo l'occcasione con questo recente, per dirti che ho scoperto questo "posticino" e strano, mi sono sentito subito a csa e in sintonia, quindi, cosa assai rara, ho letto tutte ma tutte le puntate precedenti...ridendo, emozionandomi...anche perchè in un paio di posti ci sono stato anch'io...e al di là del fine, racconti non senza ironia quello che può trasformare un gioco in qualcosaltro e viceversa...e poi, volevo anche chiederti di "usare" 2stralci di batture per il mio romanzo, eh sì che ci starebbero bene...oltre, se mai dovessi ripassare a bologna, a invitarti a bere una birra, ma, al di là del fine.... ;)
@I'M SO GUY: per le immagini... ci sto lavorando: se viene bene, ci saranno.
Comunque il protagonista (insieme a me) di questa storia è molto presente su internet...
...molto presente su internet!!! WOW ...dai vogliamo sapere :D :D eheh...
@I'M SO GUY: eh, no, non posso svelare chi sia, scusami. Regola ferrea auto-imposta!
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