14 marzo 2010

Ulteriori ribassi

Dove: Terme di Achille – Catania, Italia

Era un pomeriggio di un giorno feriale qualsiasi ma io mi trovavo in città e volevo tornare lì perché mi ci sono sempre divertito molto: è una sauna piccola, molto carina, discretamente pulita e variamente frequentata, in cui io mi sono sempre trovato bene.
Certo non mi aspettavo che fossimo solo in cinque dentro: io, tre signori che non mi interessavano, un ragazzo, di sicuro più giovane di me ma che non capivo quanti anni avesse. Non avendo purtroppo molto altro da fare, fra una sauna, un idromassaggio e un giro nella saletta video, mi sono concentrato nell'osservarlo e nel decifrare aspetti della sua vita.
Di sicuro era un bel ragazzo, anche se non esattamente il mio tipo, con un fisico non scolpito in palestra ma tornito, presumibilmente dallo stesso lavoro fisico per cui usava quelle mani molto grandi e che lo faceva apparire un po' più adulto di quanto non fosse (presumibilmente).
Osservandolo, ci fu un altro aspetto che mi colpii particolarmente: sembrava molto spavaldo. Lo potevi cogliere da come si muoveva, da come guardava tutti in maniera diretta, da come ritardava nel riallacciarsi l'asciugamano in vita dopo la doccia, dal fatto che si aggirava per tutta la sauna in maniera rilassata e palesemente provocatoria.

Quando mi si avvicinò, mi sorprese per due ragioni.
La prima era che non portava l'asciugamano in vita ma appoggiato su una spalla: lungo come era, scendeva sul corpo e le estremità coprivano il suo cazzo e parte del culo ma di certo non era quello il modo migliore per nascondere le parti intime, effetto che evidentemente non gli interessava ottenere. In effetti, sebbene fosse del tutto a riposo, il suo cazzo era già consistente: apparentemente più lungo della media e grosso abbastanza da farsi notare.
Il secondo motivo di sorpresa fu che, diretto, mi chiese: "Ti interessa andare in un camerino?". Io grondavo ancora dall'ultima doccia così – per reggere quel gioco di cui non conoscevo ancora le regole ma che mi stuzzicava – mi sciolsi l'asciugamano e continuai ad asciugarmi davanti a lui e agli altri pochi avventori che passavano.
"Sono bravo, guarda!", aggiunse.
"Viva la modestia!" risposi io.
"Tu sei attivo o passivo?", incalzò.
"Guarda, a prescindere da tutto, sei carino ma magari parliamo un po' prima: non so se ho voglia di fare sesso con te. Caso mai scopriamo dopo se sono attivo o passivo."
Sembrava non ascoltarmi: "No, perché io sono solo attivo."
"Cominciamo male."
"Perché, sei attivo anche tu?"
"Mi sa che non lo saprai mai."
"Senti, normalmente per 50 euro mi faccio solo fare un pompino ma nel tuo caso, siccome sei carino, ti scopo anche."
"Ah, ti fai pagare?!? Accetto la generosa offerta ma non mi interessa."
"Perché?!? Non c'è nessuno! Che alternative hai?"
"Non devo per forza far sesso! E non mi va di pagarti."
"Beh, ma 50 euro non è tanto. È già molto meno di quello che chiedo per scopare."
"Sono lusingato dall'offerta ma: grazie, no!"
"È perché ti vergogni a pagarmi?"
"No, per niente. Non mi sconvolge ma se devo pagare, preferisco scegliere chi."
"Sei sicuro?!? Guarda che duro davvero tanto!"
"Lascia perdere. Grazie per l'offerta e divertiti!" E così mi allontanai.

Qualche minuto più tardi, visto che la sauna non si faceva più affollata, mi si riavvicinò e chiacchierammo un po': era un giovane idraulico e precisò di essere fidanzato con una ragazza e di farsi pagare, solo quando si trovava in sauna, per "arrotondare" ma ci teneva molto a precisare che era solo attivo. Insomma, era chiaro che ci teneva a passare per un "gay or pay" (anche se dubito che conoscesse questa espressione).
Era anche simpatico e mi raccontò di come il numero di persone in sauna era molto variabile nei giorni della settimana e davvero imprevedibile, così quel giorno non aveva ancora incassato nulla.
"Mi spiace: pomeriggio a vuoto insomma."
"Sì, e ho pure voglia ormai. Sei sicuro di non volere, sei carino. Dai, vieni di lì!"
"No, grazie, davvero no."
"E chi ti fai?"
"Magari nessuno, magari mi faccio una sega, magari mi faccio uno degli altri."
"Ma sono vecchi!"
"Non sono vecchi: sono "maturi". E comunque non me li devo sposare. E poi parli tu: alla fine, se pagano, te li fai pure tu."
"Sì… beh… Vabbe' è un altro discorso…"
"No, è lo stesso. Dai, non insistere che mi fai quasi sentire in colpa a rifiutare un ragazzone come te."
"Dai, proprio perché sei tu, sei carino e anche simpatico, facciamo 20 euro, giusto per pagarmi l'ingresso." Mentre ridevo per questo forte e inatteso ribasso della richiesta aggiunse "Però non lo dire in giro che mi rovini il mercato!"
Era così tenero e sprovveduto nella sua poca professionalità (e nella sua voglia, che mi sembrava davvero reale) che ero quasi tentato di dargli quei soldi anche senza far sesso, per fargli un piacere.
Ma decisi di continuare il gioco: "No, grazie! Non è una questione di prezzo, te l'ho detto. Però apprezzo molto il ribasso: sei molto simpatico."
Ci salutammo e andai a mettermi ammollo.
Dopo qualche minuto mi ero lessato a sufficienza e, avendolo perso di vista, credetti che se ne fosse andato. A me non rimaneva che decidere se concludere in castità o darmi da fare da solo. Di sicuro l'atmosfera della piccolissima sala video, a quel punto, mi sarebbe stata d'ispirazione.
Scostata la tenda lo vidi seduto a gambe larghe, completamente nudo a guardare il video porno, mentre un signore di quelli che aveva precedentemente definito "vecchi" gli stava facendo un'affannata sega: in effetti quella sberla di cazzo che si ergeva in mezzo alle sue gambe poneva qualche problema dimensionale e richiedeva applicazione.
Gli sorrisi, lui ricambiò, iniziando a guardarmi. Io alternavo lo sguardo al video a quello a lui e poi decisi di lasciarli soli: non avevo voglia di rovinare all'altro l'intimità che supponevo si stesse pagando. Mi voltai per andar via e mi girai per un ultimo sguardo con cui colsi che mi faceva cenno di sedermi accanto a lui. Osservai il suo cliente per capire se gli andava e non opponeva resistenza, quindi accettai l'invito.
Eravamo accanto, tutti e tre: l'uomo lo segava, io aprii l'asciugamano ed iniziai a masturbarmi. Dopo qualche secondo l'uomo si interruppe e ci guardò, come a chiederci qualcosa che non intuivo. Riconosco che il mio giovane amico sapeva come dirigere il gioco: si girò verso di me e iniziò a baciarmi. Cazzo, niente male per un etero! Davvero appassionato!
Mentre il nostro bacio continuava, il terzo si inginocchiò e iniziò a spompinare l'enorme cazzo del mio amichetto: ora che era eretto completamente era davvero molto lungo e grosso, ammirevolmente dritto, proprio un bello spettacolo! Mentre lo baciavo, sentii una mano toccare il mio cazzo e credetti fosse il devoto signore: con sorpresa, riconobbi la ruvidità delle dita dell'intraprendente idraulico.
Quando interrompemmo il nostro bacio, mi misi in piedi e porsi il mio cazzo al signore che approfittò iniziando a spompinare anche me: economicamente era un buon investimento per lui e devo dire che era davvero bravo!
Continuammo così per un po', con il nostro amante che si dilettava ad alternare in bocca il mio e il suo cazzo e noi che ci baciavamo o ci segavamo a vicenda.
Il tipo stava spompinando me quando sentii che stavo per venire così mi sedetti e tirai fuori il cazzo dalla sua bocca ma lui non voleva allontanarsi. Al contempo il mio giovane amico capii che volevo venire, si alzò e si mise in piedi accanto a me, iniziando a segarsi con più vigore. Quasi contemporaneamente io venni, schizzando potentemente e colpendo la faccia del nostro felice estimatore e lui lasciò cadere la sua crema densa sul mio torace, crollandomi poi accanto e dandomi ancora un tenero e breve bacio.
Il terzo, visibilmente soddisfatto, dapprima si asciugò il viso con l'asciugamano e poi gli porse, dal pungo chiuso, quanto evidentemente avevano pattuito (dove li tenesse, proprio non saprei).

Mi alzai, pronto a dirigermi (nudo per non impiastricciare l'asciugamano) verso la doccia al piano di sotto: ormai i pochi rimasti ci avevano visti tutti.
Prima di uscire dalla stanzetta gli diedi ancora un bacio e, scostatomi appena dal suo volto, gli dissi sorridente: "Ringraziami: dovrei chiederti di dividere!"

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi chiedo una cosa, parlando da donna. Le donne si lamentano sempre degli uomini perché durano poco. Il fine dell'uomo, nell'atto sessuale, è arrivare all'orgasmo e solitamente è molto più veloce della donna. Due uomini quindi dovrebbero sbrigarsela molto in fretta. Com'è allora che dai racconti la cosa sembra interminabile? Ma devo dire una cosa...strano ( per una donna, essendo i gay non tra le classiche fantasie femminili, al contrario delle lesbiche per i maschi etero) ma leggendo mi sono eccitata

gay sex and the cities ha detto...

@anonima: prima di tutto, benvenuta!

Poi, andiamo con ordine:
– spero che interminabile non sembri il racconto;
– non è affatto vero che gli uomini fanno sesso col fine arrivare presto all'orgasmo, ti assicuro;
– proprio non me l'aspettavo ma sono contento e lusingato che ti sei eccitata.

Torna quando vuoi.

TMC ha detto...

Leggo con sempre maggior gusto le tue esperienze di vita. C'è sempre da imparare ;)
Mi incuriosisci..

gay sex and the cities ha detto...

@TMC: grazie. Torna quando vuoi. Altre ne verranno.
P.S.: A volte, mi incuriosisco anche io.

Anonimo ha detto...

No, il racconto mi e' piaciuto, per niente interminabile, anzi :-) Non sono riuscita a leggere tutto il blog, ma e' uno tra i racconti che preferisco :-)

K@RL ha detto...

Ho appena scoperto il tuo blog! Bel racconto, di quelli che piacciono a me..